19 Ottobre 2017
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Palio della Stuzza, 116 anni di storia
25 partecipanti pronti a contendersi l´ambizioso trofeo

10-08-2017 11:11 - News Generiche
Un gioco di abilità e di astuzia che si rinnova da oltre un secolo nel mare Bandiera Blu di Santa Maria di Castellabate. È lo storico "Palio della Stuzza", giunto alla 116esima edizione, che si svolgerà lunedì 14 agosto, a partire dalle 16.30, sul lungomare Perrotti, a Santa Maria di Castellabate, nell´ambito dei festeggiamenti religiosi in onore della patrona Santa Maria a Mare.


Si tratta di uno degli eventi più antichi del Cilento, organizzato dagli Amici della Stuzza (Giuseppe Villani, Franco Fragano, Domenico Di Sessa, Vincenzo Malzone e Gerardo Scola), in collaborazione con il Comitato Festa di Santa Maria a Mare e con il patrocinio del Comune di Castellabate.


I partecipanti, residenti rigorosamente nel territorio comunale di Castellabate, devono percorrere un palo in legno cosparso di grasso animale, lungo diciotto metri, e riuscire ad afferrare le tre bandierine poste all´estremità, senza cadere in acqua, per vincere il palio. I tre vessilli sono posti rispettivamente a 14, 16 e 18 metri. Ai nastri di partenza, pronti a regalare spettacolo, vi saranno venticinque partecipanti, tra i 18 e i 60 anni. Nel 2016, ha trionfato Paolo Santarsiero, seguito da Antonio Salzano e da Francesco Federico.

Il palo viene posizionato sulla scogliera antistante il lido Santa Maria, all´estremità del lungomare Perrotti, dando così a residenti e turisti di seguire dallo stesso lungomare, dagli scogli adiacenti o in mare le performance dei protagonisti.


"Nato nel periodo della Grande Guerra, il Palio della Stuzza è diventato un evento imperdibile per la comunità di Santa Maria di Castellabate ed anche per i turisti che la frequentano, visto che si svolge nel pieno della stagione estiva. - spiegano gli organizzatori - Il Palio va oltre il semplice folklore perché rappresenta un momento di coesione e di identità culturale per la nostra comunità, che dimostra di essere ancorata alle proprie tradizioni".


Fonte: Antonio Vuolo

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