09 Aprile 2020
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IL NOSTRO OSCAR NICODEMO SCRISSE SUL TIFOSO JUVENTINO NEL NON LONTANO 2014...

25-02-2020 10:58 - News Generiche
IL BLOG
...scrisse il nostro Oscar Nicodemo, Giornalista e copywriter, nel non tanto lontano 2014, questo articolo per l'Huffington Post.
L'imbarazzante condizione del tifoso juventino dopo il match con la Roma...
Mettiamoci nei panni di un tifoso juventino dotato di intelligenza (una dote morale), sobriamente appassionato e intellettualmente onesto.Non storcete il naso, ce ne sono. E proviamo a considerare come abbia vissuto uno spettacolo come quello di domenica sera, offerto dalla partita tra Juventus e Roma.
Oscar NicodemoGiornalista e copywriter
Mettiamoci nei panni di un tifoso juventino dotato di intelligenza (una dote morale), sobriamente appassionato e intellettualmente onesto. Non storcete il naso, ce ne sono. E proviamo a considerare come abbia vissuto uno spettacolo come quello di domenica sera, offerto dalla partita tra Juventus e Roma.

Cosa ha visto? Ancora una volta, l'ennesima, la sua squadra del cuore, certamente forte e costituita da campioni, avvantaggiarsi dalle decisioni arbitrali per aggiudicarsi un incontro importante e fondamentale, anche se non risolutivo; di quelli che pesano sull'equilibrio psicologico come un macigno e che possono determinare il corso della stagione a favore di chi vince e a sfavore di chi perde. Ha vissuto, in replica, dunque, un evento da cui era emotivamente preso con il puntuale e fastidioso imbarazzo derivatogli dalla onesta constatazione di vantaggi acquisiti, da parte della Juve, al di là di ogni merito sportivo.

Cosa pensa? L'attrezzatissimo juventino, consapevole che episodi del genere, contemplati in una grottesca ripetitività, non possano sempre corrispondere alla volontà di una fatalità propizia, viene tormentato dal dubbio che essi, in virtù di una verosimile applicazione seriale, rappresentino, piuttosto, l'effetto di una volontà organizzatrice. Riflettere sulle possibilità anti-sportive che la propria squadra ha a disposizione per superarne un'altra riduce, considerevolmente, la soddisfazione derivante dalla vittoria e aliena l'entusiasmo che la evoca.

Cosa prova? Il nostro sfortunato tifoso, pertanto, viene privato della fondamentale condizione per godere di un evento altamente agonistico ed emozionale: l'assoluta imponderabilità del risultato, che di un big match come Juve-Roma dovrebbe raffigurare la componente più avvincente. In un tale contesto, lo juventino a modo vive sottotono e diversamente dagli altri tifosi le trasformazioni comportamentali che una partita di pallone provoca in chi la guarda: effusioni, alterazioni ed imprecazioni rischiano di apparire, nel tifo juventino, del tutto posticce, o quanto meno un optional da sfigati, riservato a chi simpatizza per squadre che non hanno protezioni.

Una partita di cartello, che in qualche modo viene indirizzata verso un esito artificioso da chi dovrebbe garantirne il regolare svolgimento, ha in sé qualcosa di insopportabilmente osceno, poiché in questo modo si attenta al riconoscimento del gioco del calcio come pura disciplina sportiva. Di questo, tranne i tifosi più sprovveduti, tutti hanno consapevolezza.


Fonte: redazione di paestuminrete

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