23 Settembre 2020
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IN 5000 ACCOMPAGNANO IL SAVOIA IN FINALE DI COPPA ITALIA CONTRO L´AGROPOLI.

19-01-2012 15:55 - US Agropoli 1921
E´ finale! Il Savoia batte il Gladiator per 2-0 grazie alle reti di Lauro e Ottobre allo scadere. In uno stadio Giraud in festa per la "notturna", i bianchi disputano una gara straordinaria. Privi di attaccanti di ruolo, superano il Gladiator nei minuti finali. E al Giraud esplode la festa degli oltre seimila spettatori. Un delirio. Un´emozione grandissima.

«Presidente, dica la verità: ha commissionato ad uno sceneggiatore lo straordinario spettacolo di questa sera. Risultato compreso!». Non risponde subito Raffaele Verdezza. E´ in sala stampa dopo almeno venti minuti dalla fine del match. Non ce la fa ancora. Lo tradisce la voce fracassata dalla gigantesca emozione. E forse per un attimo crede di essere davvero uno dei protagonisti di un film. Invece, è tutto vero. L´impresa è servita. Ed il Savoia ha deciso di farlo in quel modo incredibilmente sublime che appartiene alla sfera della fantasia che poi un´autentica magia tramuta in realtà. Gli ingredienti per la trama di una notte di platino da incastonare nella ultracentenaria storia della formazione torrese, alla vigilia, c´erano tutti. A cominciare da fattori squisitamente tecnici con la formazione torrese priva, per motivi diversi, dei terminali offensivi del calibro di Montaperto e Romano nonché di un elemento fondamentale per le geometrie del gioco di Vitter come Pallonetto. Assenze che si pensava potessero agevolare la partita del Gladiator chiamato a capitalizzare il corposo 4-2 della gara d´andata. Un Giraud vestito a festa che con l´avvicinarsi dell´orario di inizio gara si è straordinariamente riempito costringendo la società ad aprire anche il settore distinti che, inizialmente, non doveva essere utilizzato. Si sono sfiorate le seimila presenze in questa notte magica. Ma, soprattutto, il pubblico ha dato vita ad uno spettacolo incessante, coreografico e d´incitamento, che è durato ininterrottamente per oltre cento minuti. E poi la gara. Difficile, ostica, complessa contro un avversario che era arrivato a Torre Annunziata con la consapevolezza di essere in grado di gestire l´incontro. Ci ha creduto il Gladiator. Ci ha creduto davvero, fino a cinque minuti dal termine dell´incontro, di essere già in finale. Non ha fatto i conti, però, con lo "sceneggiatore" che aveva previsto anche i più insignificanti dettagli dello spettacolo. Il tecnico del neroazzurri, Giovanni Macera, a fine gara è stato davvero sincero: «Ce la ricorderemo questa partita. Ce la ricorderemo per molto tempo». Eh, sì. Come non comprendere la incommensurabile delusione per un finale di Coppa sfuggita all´ultimo centesimo di secondo dei 4 minuti di recupero concessi dall´arbitro Cascone di Nocera Inferiore? Quando ha recuperato un filo di voce il presidente del Savoia, Raffaele Verdezza, ha voluto ringraziare l´intera città: «Oggi abbiamo giocato con un calciatore in più: il pubblico. Lo spettacolo di questa sera, compresa tutta la fase preparatoria della partita nei giorni scorsi, ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, l´alto grado di maturità e correttezza raggiunto dai nostri straordinari tifosi». Il Savoia ha sofferto. Tantissimo. E´ un eccidio "regalare" agli avversari gente come Montaperto e Romano. Bisogna dare merito a Pasquale Vitter di aver gestito come meglio non poteva l´appuntamento più importante della sua carriera di allenatore. Chapeau al tecnico del Savoia. Difficilissimo il suo compito questa notte, assolto in maniera impeccabile. «E´ un momento di gioia - ha detto nel dopo gara Vitter - che voglio condividere con tutti i componenti della società. Quelli che lavorano sodo, che consentono di realizzare il nostro progetto sportivo e sui quali non si accendono mai i riflettori della ribalta sportiva. E voglio ringraziare anche la squadra. E´ un gruppo immenso, composto da persone speciali». Pasquale Ottobre, con la sua deviazione di testa vincente al 94´, ha azionato un boato che ha mandato in distorsione acustica tutti i microfoni utilizzati in quel momento allo stadio: «Ho provato un´emozione indescrivibile questa sera. La più intensa della mia lunga carriera - ha sottolineato il capitano dei bianchi - che pure è stata caratterizzata anche da campionati vinti ed altri successi. E´, comunque, una vittoria di tutto il gruppo. Una vittoria che avevo promesso prima della gara a Montaperto, molto dispiaciuto di non poter partecipare alla sfida con il Gladiator».
GIUSEPPE CHERVINO

Fonte: WWW.TORRESETTE.IT

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