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LETTERA APERTA A "MIO FRATELLO" DINO IANNUZZI

14-07-2011 13:32 - News Generiche
Il ricordo, se non assistito da un´adeguata capacità di controllo degli sbalzi emotivi, alla lunga non può far altro che logorare, sfinire, abbattere. Caro DINO fino ad oggi io, sotto l´ipocrisia del sorriso e nei miei dignitosissimi silenzi, ho sempre celato un dolore immenso ed una tristezza incalcolabile per la dipartita di quell´ENZO che, scusami se mi permetto, oltre che TUO noi non smetteremo mai di considerare anche NOSTRO. Fino a qualche tempo fa, ho faticato a recarmi al cimitero e la mia auto si costringeva a non percorrere più le vie di S.Venere e Cicerale perchè mal digerivo l´idea che in casa sua o sul posto di lavoro mi sarei imbattuto in una famiglia affranta o in una guardiola, per me, vuota. E ancor più non trovavo la forza di replicare a quegli sguardi spenti e disperati che la tua mamma mi rivolgeva quando la scontravo in strada. Poi, tutto d´un tratto, mi son fermato a riflettere sul fatto che nè ENZO nè TU vi sareste mai augurati una reazione del genere da parte delle persone che davvero tengono a Lui. Ho ripensato alle parole di tua cognata Francesca che mi ha detto: "Enzo ha parlato di calcio, di schemi e dei ragazzi che lo rendevano fiero di allenare....fino in punto di morte". Ebbene DINO noi abbiamo il diritto di dimostrargli che è cambiata soltanto la panchina dove LUI siede ad assistere alle nostre partite (oltretutto avrà una vista migliore) ma noi continuiamo e continueremo ad essere i SUOI RAGAZZI. Dino spero di incontrarti presto e di scambiare due chiacchiere sorseggiando un "pietoso" caffè di Quaglia...ma prima di lasciarti voglio ricordare, con un aneddoto, chi fosse ENZO IANNUZZI. Un giorno di febbraio, pioveva, lui mi chiama e dice: "Muoviti vieni alla guardiola...è urgente devo parlarti". Io prendo la macchina e mi fiondo...arrivo lì e gli dico: "Ma che è tutta stà fretta?"...e lui:" Senti devo parlarti.Sabato giochiamo e io già ne ho parlato con tuo padre... ti stai sobbarcando troppe responsabilità che non dovresti addossarti e sono due o tre partite che mi giochi male...." allora intervengo io..." sabato panchina?", e lui: "no, ma ti tolgo la 10 e la fascia di capitano almeno per un pò...devo farlo e tuo padre mi appoggia"...io sorrido e gli dico:"non possiamo sacrificare solo una delle due?" Lui,glaciale risponde "non se ne parla". Il sabato pomeriggio Enzo entra nello spogliatoio detta la formazione e mi ritrovo la 10 sulle spalle...poi si volta mi strizza l´occhio e mi fa: "muoviti capità,che dovete andarvi a riscaldare". Mentre i miei compagni si vestono io lo seguo fuori e gli dico: "Mister ma mò che è sta cosa...io non mi offendo..hai preferito dirmi alcune cose e io ne sono al corrente, ora perchè torni sui tuoi passi?" Lui, IL MIO UNICO INDIMENTICABILE MISTER mi rivolge una frase che riecheggerà sempre nelle mie orecchie, nella mia testa e nel mio cuore: "DOVEVO CAPIRE CHI FOSSE IL MIO CAPITANO, LA PERSONA DI CUI IO POSSA FIDARMI IN OGNI MOMENTO, L´UOMO CHE ACCETTEREBBE OGNI MIA SCELTA PERCHE´ MI RISPETTA, IL RAGAZZO CHE NON MI TRADIRA´ MAI". ENZO GRAZIE DI CUORE!!!ps...in questo portale si dovrebbe parlare sempre di calcio o di altri sport ma nel caso di DINO e di ENZO sarà il caso di dire che sono ben lieto di aver sfatato questo TABU´!!! (Nella foto, per chi non conoscesse Dino, è il secondo in alto a destra di fianco al portiere).

Fonte: Gaetano Fasolino

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