27 Settembre 2020
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LO SBARCO DEGLI ALLEATI, la testimonianza di un cilentano...

09-09-2020 18:12 - News Generiche
"C'era una volta il Cilento...
9 settembre 1943, lo sbarco di Salerno...
"quella notte non andammo a letto"...
una testimonianza dello sbarco!!!
La trascorremmo nella strada, con il naso all’insù guardando gli aerei che,sempre più bassi, non ci davano tregua.
I colpi di cannone , sempre più frequenti ,molti proiettili passavano, sibilando, sopra le nostre teste.
Poco dopo la mezzanotte, qualcuno portò la notizia, ascoltata da Radio Londra, che gli americani erano sbarcati a Paestum.
Il giorno 9, di buon mattino, io, Peppino, Pasqualino e Tanino Pico, Giorgio Cafasso, Ennio e Pinuccio Fiorillo, Ninno Rizzo, capeggiati dall’Ing. Sandrinelli (padre della nostra insegnante elementare),decidemmo di andare sulla collina di San Leo (700 m s.l.m.), per vedere quello che era accaduto, nella pianura di Paestum, la notte precedente. Salivamo, in fila indiana, il sentiero che porta in cima alla collina.
Essendo tutti in manica di camicia, eravamo molto visibili agli aerei che volteggiavano sulle nostre teste, tanto che quando si dirigevano sulla cima della collina, si abbassavano e viravano, quasi per farci capire che ci avevano avvistato.
Quanto eravamo incoscienti!!!
Gli aerei erano quelli a due fusoliere, i famosi LIGHTNING.
Arrivati in cima, ai nostri occhi si parò uno spettacolo che nessuno aveva mai visto. Centinaia di navi, di ogni tipo e dimensione, occupavano tutto il mare da Paestum a Salerno, e fino all’orizzonte.
Vedemmo le imbarcazioni veloci fare la spola tra le grosse navi da carico e la spiaggia sbarcando soldati e mezzi.
All’orizzonte si intravedevano le navi da battaglia: portaerei, corazzate, incrociatori ed altre.
Ogni tanto i proiettili sparati dai cannoni tedeschi, arrivavano sul bagnasciuga, sollevando colonne d’acqua.
Ad intervalli regolari, dalle navi da battaglia, partivano bordate. I proiettili colpivano, con estrema precisione, a decine di chilometri di distanza, strade e ponti, anche piccoli.
Da fonte ufficiale si apprese che la flotta da sbarco era costituita da 450 navi (da battaglia e da trasporto).
Verso mezzogiorno rientrammo in sede.
Tutti sapevano dello sbarco degli alleati. In paese si vivevano ore di angoscia.
Il giorno lo trascorremmo guardando i frequenti duelli aerei tra americani e tedeschi.
Spesso qualche proiettile, di grosso calibro, passava sibilando sulle nostre teste.
Rivedo ancora la figura minuta di mamma che tutta tremante ed impaurita, si reggeva a qualche alberello nell’orto.
I LIGHTNING, per poter stare più tempo in volo, usavano serbatoi supplementari, che sganciavano quando erano vuoti…Fu nel pomeriggio del giorno 9 che vedemmo un grosso oggetto di una forma strana, che precipitava, provocando un rumore assordante.
Individuato il luogo dov’era caduto, accorremmo per vedere cosa fosse.
Era un grande e capace serbatoio metallico, a forma di otre, nel cui fondo c’era ancora carburante.
Questo serbatoio era caduto su di una aia sulla quale erano stati sistemati i fichi a seccare. Li distrusse tutti."
(Testimonianza di Antonio Mollo, Cicerale Cilento)
Foto dall'archivio di Ernesto Apicella...


Fonte: Redazione di Paestuminrete

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