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PIERLUIGI CAROCCIA, IL SIMBOLO DELLA CROCIATA ANTICHIUSURA DELL´OSPEDALE DI AGROPOLI.

05-04-2013 10:59 - News Generiche
IL MESSAGGIO DI PIERLUIGI:C´è un proverbio cinese che afferma: "Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce". È per questo che quando ho appreso la notizia della chiusura dell´Ospedale Civile di Agropoli, ho avuto una stretta al cuore. Dalle prime ore di quel 27 giugno, quando tutto è successo, tanta è stata la gente che sollecitava: "Spostatelo! Spostatelo, perché lo fate stare qui? Qui la gente muore, andate da un´altra parte!" E veniva chi aveva un contatto a Milano, chi voleva portarmi a Napoli, chi a Roma, chi a Firenze. Ma io sono qui. E sono vivo. Alla mia famiglia è bastato parlare con loro, guardali negli occhi e dire: fate quello che dovete, noi continuiamo a pregare. Nonostante la gravità del mio stato di salute ,i miei familiari si sono sempre sentiti rassicurati. E´ la tendenza anche di noi italiani, mettere più enfasi agli eventi drammatici che a quelli con il lieto fine, e lo dimostrano i telegiornali, i quotidiani, l´opinione pubblica. E´ una naturale predisposizione a preferire la tragedia e a ricordarla, piuttosto che mettere in luce quanto invece di positivo possa essere ricordato e riconosciuto. E quel parlare forte e vivace tipico della nostra gente, discriminare, sentenziare, giudicare sempre con gran fretta che poi si scontra con il lavoro rispettoso degli altri, incoraggiato dalla gentilezza dei medici, degli infermieri e di tutto il personale, dalla loro disponibilità e dalla buona e umana abitudine di non trincerarsi dietro spiegazioni presuntuose e poco comprensibili ai più che, purtroppo, sono costumi così diffusi in tante strutture sanitarie (e non solo), pubbliche ma anche private. Ma il tratto decisivo, è stata la competenza professionale non esibita, attenta e scrupolosamente pronta ad intervenire dell´Unità di Rianimazione di questa struttura. La gratitudine e gli apprezzamenti miei e della mia famiglia, sono quindi sentimenti spontanei e sinceri che abbiamo deciso non solo di manifestare ai diretti interessati, ma di rendere doverosamente pubblici. Consapevoli, anche, del valore di quell´impegno dinanzi alla crescente ristrettezza delle risorse che da tanti anni caratterizza le politiche sanitarie in questo nostro paese, e in particolare nella nostra Regione. Insieme quindi, con senso civico e di responsabilità vogliamo rivendicare il diritto alla salute minacciato da questo insulso piano di chiudere la struttura dell´Ospedale Civile di Agropoli, e pazientemente vogliamo presentare le nostre considerazioni in merito, dichiarando innanzitutto, di non voler pagare per delle colpe non nostre. Oggi siamo tutti cittadini di Agropoli e non accettiamo assolutamente la logica di privilegio dei numeri sulle vere necessità, di importanza vitale, delle persone ed esprimendo fermamente tutto il nostro dissenso, ci opporremo all´attuazione di detto piano con tutte le nostre forze. Certo siamo coscienti e consapevoli di non avere una gran forza per opporci a queste decisioni scellerate, ma nella nostra semplicità ed umiltà, chiediamo sostegno, quale espressione di una cittadinanza non violenta, della sensibilità e solidarietà per noi veri valori di democrazia a tutte le persone, autorità e istituzioni coinvolte ad unirsi a noi con iniziative di qualsivoglia natura atte a contrastare ed indurre al riesame di tale piano. Ringraziamo tutti, la Stampa e TV locali per l´opera sin qui svolta ma ora crediamo sia il momento di insistere in modo più incisivo e autorevole per poter successivamente presentare sostegno delle nostre rivendicazioni. Aiutateci a far sentire la nostra voce, a dare voce a chi non ce l´ha, perché spesso la vita non ci da una seconda possibilità. A me l´ha data e si chiama Ospedale Civile di Agropoli.

Grazie.


Fonte: tratto dal sito, AGROPOLINEWS.COM

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