14 Ottobre 2019
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"Paestum, il bambino e i soldati americani"...di Gaetano Fasolino.

10-09-2019 17:20 - News Generiche
Angelo Di Lascio nasce nel febbraio del 1944. A cinque mesi dallo sbarco degli americani sulle spiagge di Paestum. Un gelido vento di tramontana induce levatrice e donne del vicinato a imprigionare in tutta fretta l’inerme corpicino nella stretta delle fasce, come si usava a quei tempi. Angelo, comunque, non patirà danni di sorta. Un fisico atletico gli consentirà una brillante carriera sui campi di calcio!
Conquistata Napoli, ora gli americani sono inchiodati a Cassino. A Paestum se ne vedono in giro di meno rispetto ai giorni dello sbarco, purtuttavia sono ancora numerosi e invadenti. Spesso, un po’ brilli, scorrazzano in jeep, strombazzano e sgommano con l’entusiasmo che sale alle stelle ogni volta che incontrano una bella ragazza pestana. Gli ufficiali, come la gente del posto, chiudono un occhio. Sanno bene quel che ancora li aspetta. Al Vico delle Tavernelle (che è poi la strada di Porta Marina) un varco interrompe le mura e introduce all’interno del perimetro antico. Addossato alla cinta, c’è un vecchio casotto. Tra secchi, utensili, un capace pentolone…le pareti nere di fumo…ogni mattino, il sole non è ancora spuntato, don Enrico propizia il miracolo del latte di bufala. La famiglia Di Lascio è al completo, a ciascuno la propria mansione. Ne vengono fuori i caci più prelibati del mondo. In trecce, bocconcini o in guisa di palla, è la mozzarella l’indiscussa regina. A pochi metri dal casotto (in passato era un capanno), c’è una casa di proprietà dell’Opera Pia Lebano abitata da don Enrico e famiglia. La notizia che vi è nato un bambino giunge all’orecchio dei soldati americani che stazionano in massa davanti al casotto per l’assaggio dei caci. Incuriositi, uno dopo l’altro, salgono di corsa le scale e irrompono nella stanza da letto solitamente gremita. Scrutano il fagottino (vispo, piangente, dormiente…), lo cullano un po’ tra le braccia, lo lanciano in alto e lo riacchiappano al volo tra le grida preoccupate e sorprese delle donne del vico. Poi, trastullando con le dita il nasino, senza darlo a vedere, infilano tra le fasce un dollaro o due. Ci metterebbero anche incenso e mirra se solo potessero. Infine, salutano e corrono via. Nel campo si diffonde la voce e tutti si apprestano a visitare il bambino. Don Enrico, il papà di Angelo, osserva spazientito l’inusuale via vai. Né gli sono ignoti fumi di gelosia per la moglie (nonostante sei gravidanze felici) ancor giovane e bella. Sale di corsa le scale: “Donatella, stammi bene a sentire. D’ora in poi chiudi la porta e non aprire a nessuno!”. Lei è tentata di rispondergli a tono “Ci sono sempre a dir poco tre donne con me!”, ma tace e gli mostra il mucchietto di dollari. Poi lo guarda con uno strano sorriso. E’ sempre un piacere scoprire un marito geloso dopo sei gravidanze e a pochi giorni dall’ultimo parto! Passano le settimane e la nascita di un bambino non fa più notizia. I giovani americani partono, a scaglioni, incontro a un altro anno di guerra. Donatella ripone i dollari in uno scrigno segreto e li custodisce per i diciotto anni del figlio. Il 10 febbraio del 1962 Angelo riceve dalle mani della madre 960 dollari americani. Quanti saranno stati i donatori? Un battaglione…un reggimento…due reggimenti…neri, bianchi, meticci, biondi, bruni, biondissimi…Non gli sfugge, però, la commozione nella voce e negli occhi materni: “Te li hanno messi di nascosto tra le fasce. Avevano tutti diciotto anni o giù di lì, come te oggi. Dio voglia siano tornati sani e salvi alle loro famiglie!”. Se fosse una favola!… una volta finita la guerra quei giovani tornano tutti sani e salvi alle loro famiglie e raccontano del bambino (forse un angelo) che in cambio di un dollaro li ha protetti nel lungo cammino. Ma questa non è una favola… è una storia vera. Solo pochi riusciranno a tornare. Molti, moltissimi (neri, bianchi, meticci, biondi, bruni, biondissimi…) lasceranno i sogni e la vita nel Paese che erano corsi a salvare.


Fonte: Ernesto Apicella Editore, Dal libro: "Oro Bianco, la storia della famiglia, Di Lascio a Paestum" di Angelo Di Lascio.

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