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STEFANO BORGONOVO, TOCCANTE RICORDO DI GIANLUCA DI MARZIO.

28-06-2013 13:13 - News Generiche
Non riesco a prendere sonno. Mi giro e mi rigiro nel letto, chiudo gli occhi e li riapro immediatamente. Ti vedo davanti a me, con quello sguardo ricco di vita, un pieno di grinta ed energia. Quando sono entrato in casa tua, circa tre anni fa, ero imbarazzato: mi hai aperto le porte del tuo cuore, non sono più uscito. Oggi ero in diretta quando è arrivata la notizia che te n´eri andato. Non volevo crederci, ho sperato non fosse vero. Sono uscito di scena, ho composto freneticamente il numero di Chantal e Yvonne, le tue custodi, senza ricevere risposta. Allora ho capito. Mi sono arreso. Poi il messaggio di tua moglie, la conferma che non avrei mai voluto ricevere. L´hai fatto apposta, risparmiandole l´immagine del dolore. Perché Chantal, la tua corazza, era andata proprio oggi nella casa che vi avrebbe ospitato durante l´estate. Proprio oggi, dopo 8 anni al tuo fianco senza lasciarti un attimo. Non volevi farla soffrire, glielo dovevi. Perché ti ha curato e coccolato con amore e passione, aiutata dai tuoi splendidi figli, anche in questa occasione fieri di un padre così, a testa alta nel dramma. Dovevi solo cambiare una piccola canula, come facevi ogni tre mesi. Ma la trachea -più capricciosa che mai- si è spostata all´improvviso, quella nuova non è passata, ti è mancata l´aria. Non è bastato il respiro di chi ti voleva bene e combatteva con te. Avevi visto vincere il Brasile contro l´Uruguay, eri pronto per spingere l´Italia con la tua positività. Ma alle 17, il destino ha deciso di portarti via, pochi giorni dopo le buone notizie arrivate sulla ricerca contro la Sla. Uno dei prossimi a subire il trapianto saresti stato tu, solo un esperimento comunque, nessuna speranza. Hai lottato 8 anni, giorno e notte, per gli altri. Sapevi che non ce l´avresti fatta, ma non volevi fiori in stanza perché "mica sono ancora morto...". Quando ti ho visto stasera, con gli occhi chiusi, ho pianto e mi dispiace. Perché tu non piangevi mai e parlavi con gli occhi, scrivendo su quel macchinario che ti permetteva di comunicare col mondo. Lunedì, ai tuoi funerali, saremo tantissimi. Con maglie e sciarpe, quel calcio che amavi e ti amava. Sono felice di averti conosciuto amico mio, onorato di essere stato al tuo fianco. Aiuterò sempre nel mio piccolo la tua Fondazione, ne sono sicuro: non ti dimenticherò mai.
Ciao Stefano Borgonovo, attaccante nato. Per insegnarci cosa vuol dire non mollare mai.

Fonte: gianlucadimarzio.com REDAZIONE TUTTOMERCATOWEB.COM.

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