29 Luglio 2021
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REGINA COELORUM ET DOMINA ANGELORUM

01-05-2021 10:47 - News Generiche
Oggi e sempre invochiamo la Madonna del Granato perché ci liberi da questo particolare momento di difficoltà mondiale causata dalla pandemia da Covid 19; per questo ci rivolgiamo alle sue numerose grazie rappresentate dai chicchi che cadono dalla melagrana dischiusa, come ci ricorda l'orazione propria :
O PADRE CHE NELLA TUA PROVVIDENZA MIRABILE HAI VOLUTO ASSOCIARE LA VERGINE MARIA AL MISTERO DELLA NOSTRA SALVEZZA CONCEDICI PER SUA INTERCESSIONE L'ABBONDANZA DELLE SUE GRAZIE MISTICAMENTE SIGNIFICATE DALLA MELAGRANA CHE CI MOSTRA DISCHIUSA .


Nella giornata del 2 maggio , per coloro che non ne fossero informati, ricorre il 109° anniversario dell'Incoronazione Solenne della Madonna del Granato, avvenuta il 2 maggio 1912 con decreto del Capitolo Vaticano dell'8 maggio 1911 a firma di Mariano dal titolo di S. Cecilia in Santa Romana Chiesa Prete CARDINALE Rampolla del Tindaro della S. Patriarcale Basilica del Principe degli Apostoli di Roma ARCIPRETE della S Congregazione della Rev. fabbrica PREFETTO nonché il Capitolo ed i Canonici della Basilica Stessa, è da premettere che il Cardinale era di Polizzi Generosa (PA). Il promotore di tale iniziativa fu il Rettore del Santuario (dal 1904 al 1950) Sac. Francesco Guazzo , che a partire dal 17 novembre 1915 divenne anche parroco di Capaccio, e il 20 settembre 1917, ricevette prima il titolo di Arciprete e successivamente quello di Monsignore dal 29 giugno1924.


E' importante ricordare che la prima incoronazione fu ripetuta addirittura cento anni fa, il 2 maggio 1921, perché in data 22 gennaio 1918, a seguito di un incendio, andò bruciato e distrutto l'antico simulacro del XVI secolo. Nel vedere quello che era successo, Monsignor Francesco Guazzo ebbe ad esclamare a gran voce: “ il fuoco ha distrutto, la fiamma della vostra fede riedificherà la casa della nostra Madonna “.
A tale proposito il compianto storico Prof. Vincenzo Rubini in un suo lavoro dal titolo “ La Madonna con la melagrana nel Santuario di Capaccio Vecchio” (stampato dopo la sua morte a cura del Prof. Mario Mello), alla pag.22 afferma che al momento dell' incendio sulla base della statua vi era il seguente scritto “ AVE REGINA COELORUM AVE DOMINA ANGELORUM” ed altre diciture che non si riuscì a leggere a causa dell'incendio. Questa iscrizione, a seguito del rifacimento della statua, venne fatta eliminare da Mons. Francesco Guazzo e, solo in epoca successiva grazie alla tenacia di Don Giovanni Guazzo venne riprodotta l'antifona mariana con cui da tempo veniva chiamata la Madonna del Granato che è quella descritta dal Rubini. Successivamente, con l'arrivo di Don Alfredo, fu tolta la precedente iscrizione e vi fu scritto AVE MARIA. All'atto della sua venuta al Santuario, il carissimo P. Domenico ha fatto di nuovo iscrivere l' antico titolo con cui la Vergine è conosciuta da secoli che è quello di AVE REGINA COELORUM, AVE DOMINA ANGELORUM.

Infatti come possiamo apprendere dalla cronaca dell'epoca , fu commissionata una nuova statua lignea, sullo stile della precedente, ad un rinomato artigiano di Salerno Antonio Nobile e fu benedetta il 2 maggio 1918.
Alla occasione della incoronazione presenziarono il 2 maggio 1921 l' Arcivescovo di Amalfi, Mons. Ercolano Marini, assistito dal vescovo Mons. Francesco Cammarota - Vescovo della diocesi e dall' Abate di Cava della Santissima Trinità Mons. Placido Piccolini, oltre che un numeroso stuolo di Prelati , Parroci Diocesani e Protonotari. Al momento dell' imposizione delle nuove corone, la folla presente alla cerimonia gridava in coro con voce festante : Viva Maria.


Il comitato per questa II Solenne Incoronazione era così composto :
Presidente Onorario Giudice Baldassare Cuccurullo
Presidente effettivo Prof. Gerardo Gavarretti
Avvocato Baldo Stabile ,
Panfilo Maiurano Segretario Comunale,
Avvocato Ottavio Cav. Granato,
Procuratore del Registro Rag. Attilio Giuliano,
Mariano Garofalo,
Gaetano di Jorio,
Gaetano Paolino,
Pasquale ed Antonio Merola fu Gabriele,
Vincenzo Santangelo

N.B. Mons. Guazzo scelse questa data perché il 2 maggio 1710 era stato inaugurato il grande restauro a cura di Mons. Francesco Nicolai e venne elevato a patrono di Capaccio San Vito Martire Pestano, come ci ricorda la lapide a sinistra dell' altare maggiore del Santuario :
L' illustrissimo e Reverendissimo Signore Francesco Nicolai Vescovo di Capaccio,
originario di Altamura (Ba) della famiglia Messanense, con l'assistenza dei
Sacerdoti Capitolari e con il Clero della Regione Cilentana,
nel calende di aprile (1 aprile) del 1708, con rito solenne consacrò questa
Cattedrale sotto gli auspici di San Vito Martire di Paestum, ripose nell' altare maggiore
le reliquie dello stesso Santo e degli altri Martiri : Vittore – Innocenzo- Valentino – Ilario;
ordinando alla Diocesi di celebrare l' Ufficiatura Divina nel giorno dell' anniversario,
trasferito al 2 Maggio e concedendo ai pellegrini che avrebbero visitato nello stesso giorno
questa Cattedrale l'indulgenza di quaranta giorni.
Antonio Ragni


Fonte: Comunicato stampa, Antonio Ragni

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